Uh per carità…
marzo 9, 2010 in Varie da Patrizia Kunz D'Asburgo Lorena
Vi è mai capitato di incontrare una persona e pensare ecco arriva l’uccellaccio del malaugurio, non perchè questa persona porti sfiga (mai che una persona porti sfiga, mai e poi mai). Parlo di quelle quersone un po’ cupe, sempre lagnose e che trovano sempre il pelo nell’uovo?
Ecco io l’ho incontrata ieri sera, dopo anni e anni che non la vedevo più, ma porella non è mica cambiata eh..Ero quasi tentata di dirglielo ma poi mi sono trattenuta.Ieri in una ora di conversazione ho sentito solo parole tremendamente catastrofiche, un’ansia…
E allora pensavo all’influenza che hanno le parole.
Una persona depressa/pessimista produce parole e pensieri tristi e negativi, che a loro volta atrofizzano o spengono il nostro e il loro cervello. Un circolo vizioso senza fine. Una parola buona o una parola cattiva hanno effetti diversi sulla nostra mente: una può ferire, l’altra può risanare.
La parola può essere un’arma oppure un farmaco. Nessuna medicina è più potente di una parola di fiducia e di incoraggiamento per ridare speranza a una persona che l’ha persa. E ci sono tante parole inutili che suscitano pensieri inutili e preoccupazioni senza motivo, che però vengono continuamente ripetute finché sembrano acquisire una certa importanza. Cerchiamo di non restare in balia delle frasi fatte cerchiamo di non farci trascinarei dal sentito dire e non facciamoci assalire dalle paure che gli altri ci vogliono mettere perché abbiamo perso la capacità di giudicare. Il nostro cervello lo rendiamo libero con le parole da cui viene nutrito.
E poi c’è il pessimsta che l parole in genere le dosa in modo errato: : ci sono persone che quando vanno in vacanza sono sicure che pioverà; sul lavoro non si sentono mai apprezzate; in amore temono sempre di venire lasciate dal partner. Trovano sempre il pelo nell’uovo su persone tipo Madre teresa di Calcutta, statene certe. È come se il mondo intero ce l’avesse con loro, perciò passano il tempo a lamentarsi e a criticare. Hanno una visione del mondo molto minacciosa.
Il guaio è però che questo atteggiamento fa loro vivere comunque nell’immaginario una sorta di angoscia e si porta a tirarsi indietro dagli eventi e dal contatto con gli altri. E magari adi usare le parole come se fossero delle arme e non dei farmaci.
COME FARE:
Un primo passo per cercare di vedere le cose da un altro punto di vista, può essere quello di sforzarsi di evitare i giudizi, i lamenti e le critiche: non fanno altro che intossicare l’animo di un umore nero che fa apparire ancora più buio il mondo. Ma non è facile.
Sospendere i pensieri pessimistici aiuta a socchiudere la porta della mente per lasciar entrare un po’ di luce. Così finalmente sarà possibile cogliere, in mezzo a quello che la vita ci riserva, anche gli avvenimenti gioiosi e piacevoli. Se non lo si fa, non se ne esce più…
Crocchette, mi sono spiegata, forse sono stata confusionaria ? E’ più facile di quello che pensate vedre la luce e regalare una parola buona..Che ne dite..
Baci
Pat



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Crocchettose, perdonate la latitanza. Questa settimana ho iniziato il nuovo lavoro e sono abbastanza presa, si esce dopo le 20 e lavoro sempre con il consulente, quindi ho poco tempo per leggervi al lavoro e poca voglia di mettermi al pc quando arrivo a casa… Vi voglio però raccontare l’ultima novità!! Per farla breve venerdì sera ho scoperto [...]
Ieri Pat parlava di obesità, del caso della signora inglese morta per l’eccessivo peso e stroncata da un piatto di fish and chips. Io mi sto rendendo conto sulla mia pelle che la gente (le donne) ti guardano malissimo quando sei “grassa” o “morbida”. Io ora mi trovo in un periodo in cui non si capisce [...]
buon giorno pat!! ottimista di natura, sempre con il mio bicchiere mezzo pieno anche se non sempre è facile…questo è un periodaccio x me ma non voglio cadere nel pessimismo e farmi invadere da pensieri negativi. non mi soffermo troppo a pensare, cerco di vedere sempre un po’ piu’ in là. giudizi, lamenti e critiche credo anch’io che servano solo ad intossicarci anche se a volte è davvero difficile resistere e continuare a sorridere…spero di cuore che qualcosa cambi…un abbraccio.
come vanno le cose dorotyna??
…insomma…sai bene che non amo piangermi addosso però davvero mi sto stancando…questa mattina ho chiesto un po’ piu’ di sincerità, non credo di meritare questa poca considerazione. sostiene che sia io a non credere in lui piu’ come prima…mah…vai a capire. ho spiegato che sono alla ricerca di un nostro incontro e che vorrei tornare ad esserte considerata importante. ora vediamo se esprimerà il suo punto di vista o cos’altro…non so piu’ che cosa tentare…baci pat e grazie.
Ciao,Pat!
Io ho un amico che anche quando dice una cosa positiva riesce a farla passare per ASSOLUTAMENTE negativa..Niente è mai abbastanza bello,giusto,utile,divertente..Tutto,per lui,risulta brutto,scuro,cattivo.Io,ogni volta che lo incontro,mi preparo mentalmente e psicologicamente.Ormai sono allenata a schivare i suoi colpi..
Ma l’altro giorno mi ha chiamato per dirmi che la moglie del fratello ha avuto una bambina.Dunque,generalmente,la nascita è un evento gioioso per una famiglia.Giuro che lui non è riuscito a pronunciare UNA sola PAROLA positiva.Per mezz’ora ha parlato della neonata che è bruttina,dei suoi genitori che esagerano e sono ridicoli,del fratello che è un immaturo e non riuscirà a gestire le nuove responsabilità,della cognata che ha un seno ’scomodo’e non sarà facile allattare…
Ma ti rendi conto??Questa volta non sono riuscita a trattenermi.Ho fatto un discorso come si deve sulla sua negatività e pesantezza poi gli auguri per la nipotina e ho messo giù senza ripensamenti..
Quando è troppo,è troppo..
Baci tanti
Pat rispondo succintamente che qui oggi c’è gente e tempo da lupi.
Le parole sono come il cibo, per la nsotra mente.
Mangeremmo schifezze? ci alimenteremmo di cose unte, di dubbia provenienza, magari cucinate da persone sporche in cucine luride?
credo di no.
Alla stessa maniera… evitiamo di alimentare circuiti viziosi fatti di parole negative, di ansie, di pensieri negativi.
Ricodiamo che esiste ciò che è stato definito “profezia che si autoavvera” (se ricordo bene fu Rosenthal a darne prova in uno studio clinico).
Ciò che pensiamo modifica il nsotro modo di valutare, interepratere e interagire con la realtà circostante.
Se pensiamo in engativo non faremo che vedere elmenti ed eventi che confermano la nostra idea negativa.
Se pensiamo inpositivo, vale lo stesso: saremo protesi a interpretare e ad autoregoalre il nostro comportamento ed i nostri processi cognitivi in modo tale da “massimizzare” il buono e ridurre l’impatto del negativo.
Pensiamoci su…
Il post va benissimo,Pat!Tu ti esprimi cosi!!!
Posso solo aggiungere una cosa??
Secondo me,non ci sono parole inutili.Tutte le parole-belle,brutte,dolci,amare,strane,rassicuranti,di fantasia,d’amore,d’odio- possono trovare un posto giusto nella nostra testa e nei nostri discorsi.COME vengono usate fa la differenza..
Buona giornata a tutti!
certo, pat…una persona che è capace di imperniare una conversazione solo sui suoi disagi psicofisici, sui mali della nostra società e del mondo, sull’infelicità personale e altrui…una persona che PRECONIZZA catadstrofi su catastrofi
e guarda finchè è una conoscente, puoi considerarla poco ma se disgraziatamente è una persona che può influire su di te DAVVERO, cioè materialmente…ti tocca pure fingere di ascoltare con un certo interesse.
le parole sono molto importanti e bisogna saperle usare in ogni circostanza. persone negative attirano persone negative. bisogna fare ogni tanto un pò di BRAIN WASHING!!!
Pat cara, mi hai fatto riflettere e venire a mente una mia amica che è sempre così: non riesce mai a rilassarsi, pensa sempre che le capiti qualcosa da un momento all’altro, che tutto le possa andar male. Ha un bambino di 5 mesi bellissimo e buonissimo che non porta mai fuori (infatti il bimbo è diafano) perchè teme che si ammali…col marito non ha più rapporti da quando, in pratica, hanno concepito il pargolo…perchè, sai, in gravidanza potrebbe essere pericoloso e dopo invece c’è solo il bimbo(queste le sue scusanti)…ha un lavoro di responsabilità a tempo indeterminato e pensa sempre che la licenzieranno…ha una casa bella dove però “sai, sono stanca, non finisco mai…” e ha la signora delle pulizie tre volte a settimana…insomma, scusa il termine poco carino, ma è una vera cagacazzi!!! Un giorno o l’altro glielo dico…tanto più che ogni mia visita si trasforma in un’estenuante rassicurazione sul fatto che tutto andrà per il verso giusto…ma…mi chiedo… e se molte persone facessero così per SCARAMANZIA? Ci avete mai pensato?…
Baciotti
Ciao Pat! Guarda, mi fai venire in mente una “amica” che mi chiama sempre il giorno prima degli esami, (il resto del tempo la sento pochissimo), solo per commentare quanto sia indietro a ripassare, quanto il prof sia severo, quanti sono stati bocciati il giorno prima, ecc ecc. Ultimamente mi sono fatta furba, non rispondo e la richiamo a esami finiti.:)
E di persone così se ne incontrano parecchie, è necessario fare orecchie da mercante a volte, perchè si rischia di essere condizionati in negativo e vivere male!! baci
Ps: pat non riesco a inviare messaggi privati, posso mandarti un messaggio di posta su fb? Volevo sapere la tua su un mio nuovo mini progetto appena nato!;)
scrivimi su facebook…ci sono piccoli problemi tecnici con i messaggiinternii qui
io mi chiedo se si tratti di AUTOCOMMISERAZIONE per attirare l’attenzione altrui su di sè oppure se sia un MEZZO PER RIFARSI SUGLI ALTRI, una sorta di manifestazione dell’invidia.
Ti ho scritto in posta privata Pat. Grazie:)
“Pensare positivo”, “essere ottimisti”, vedere il “bicchiere mezzo pieno”, potrebbe costituire una facile soluzione per evitare ansie e preoccupazioni che invaliderebbero, di certo, la vita di tutti i giorni, il quotidiano, se non fosse che, per alcuni, costituisca solo un comodo modo per non pensare proprio. Per pigrizia mentale:un restare alla superficie delle cose per non sviscerare le situazioni, per non analizzare se stessi ed il proprio pensiero. Si dice che la persona geniale è colei che ha le risposte ancor prima che le siano poste le domande. Ma per fare questo occorre un buon allenamento al pensiero. Io compio, di solito, un’operazione che a prima vista parrebbe sfiancante, sono cioè: spietata nell’analisi, ma conciliante nella sintesi. E’ ovvio che per arrivarci ad una sintesi, occorre vagliare l’argomento punto per punto e spesso, scandagliando e scandagliando, un problema si rischia di elevarlo all’ennesima potenza con la facile conseguenza di partorire pensieri permeati da una buona dose di pessimismo/vittimismo. E’ vero che, a volte, il pre-occuparsi cioè l’occuparsi prima delle cose, prima che realmente accadano, intendo, potrebbe evitare disagi e/o problemi futuri per una mente attenta, vigile. Insomma tutto sta a mantenere un certo equilibrio nelle cose, prima che si patolicizzino. Prima che il nostro parlare con altri dei nostri problemi, diventi auto-riferimento, vittimismo. Per motivi che sarebbe lungo spiegare, qualche mese fa, io ed L. ci trovavamo a galleggiare su un fiume aranciato sotto il centro di una ridente città. Il tempo, e quindi lo spazio, erano profondamente influenzati da quel nostro stare immersi tra vapori e minerali. L’eloquio diventava superfluo, il pensiero possibilista. Pensavo, egocentrica, che anche il mondo fuori, dopo tutte quelle ore, avrebbe respirato in modo diverso. Ma quando siamo tornati in superficie, barcollanti levigati e con evidenti difficoltà di socializzazione, abbiamo trovato la nostra automobile con il vetro di un finestrino completamente in frantumi e con evidenti segni di scasso. Così, mentre camminavo per tornare in albergo a piedi, per farmi dare uno sfigatissimo cartone d’emergenza, ho cominciato a pensare alle nuove conclusioni da trarre. Al nuovo corso da dare ai miei pensieri. L’egocentrismo allargato non va. Ognuno fonda un suo piccolo mondo, col suo tempo, il suo spazio e le sue regole. Così che, nel mondo del signore che ci ha fracassato il vetro e cercato di derubare, commettere gesti simili è la cosa più naturale e autoriferita del mondo. Deduco dunque, con un po’ di sgomento, che sarebbe più opportuno tornare all’altruismo, sentimento che già avevo abbandonato un po’ di tempo fa. Quindi il cercare sempre d’entrare in empatia con gli altri, quando racconto di me, e magari lo faccio allargandomi ad un sorta di pessimismo cosmico simil-leopardiano. Forse, in tempi di crisi potremmo accontentarci di un altruismo moderato, mollemente bilanciato da momenti di egocentrismo moderato. Se non fosse che, la necessità di tutta questa moderazione, mi mette in affanno e anche un po’ in sospetto…
Poi, solo se, anche in questo caso, si trattasse di un altruismo largamente condiviso, cioè che anche gli altri non mi tedino con il loro di pessimismo, querulo ed egoistico. Però, visto che la maggior parte del mondo rema contro, proclamerei ufficialmente lo stato di crisi. Siamo in trappola.
…..ecco Pat…quanto sopporto codeste personeeeee!!!!!
….si piangono addosso per zero motivi…riescono a farti vedere grigia anche una giornata di sole….che tristezza!…io nn penso per me…che alla fine le mando a far patate, ma penso a chi magari sta male per i motivi suoi(mangari anche motivi grossi) e viene colpito anche dalle parole tristi….e il buio diventa totale…
ma non è più semplice regalare un sorriso?????…..la vita è una…vale per tutti…io son la prima che rido…rido anche nel marasma e nei problemi…. baci Pat! un sorriso non costa nulla ed è forse il regalo più bello che si possa fare agli altri!
Io mi definisco un’ottimista cronica e tutti i pessimisti e i malpensanti li tengo ben alla larga! Che vadano a lagnarsi altrove e non inquinino i miei pensieri.
Cosa ben diversa però è per coloro che hanno davvero bisogno di aiuto e di conforto, queste sono persone in difficoltà non pessimisti..