LOVE – AMOR- AMORE…

luglio 10th, 2010

110aypg.

L’amore è per definizione un dono non meritato; anzi, l’essere amati senza merito è la prova del vero amore [...] Quanto è più bello sentirsi dire: sono pazza di te sebbene tu non sia né intelligente né onesto, sebbene tu sia bugiardo, egoista e mascalzone!” Milan Kundera

Il lungo percorso per costruire l’autostima

febbraio 25th, 2010

Ieri entrando in una caffetteria-libreria la mia attenzione è stata attirata da questo libro che, per altro, non ho mai letto come non ho mai letto libri di questo autore, psichiatra. E dal titolo mi ha molto incuriosito anche perchè ultimamente qui si è parlato di questi argomenti o similari. Questo post in particolare è per Bellattrix, per Doroty e anche per me e per tutte quelle che si sentono in questo periodo “cose inutili” (non nel vero senso del termine) e un pò giù di umore e di morale. La trama del libro mi ha subito presa, poi fra l’altro sono inclusi anche dei casi clinici e due test per valutare e calcolare il nostro livello di autostima. Il sottotitolo del libro é “volersi bene per volere bene agli altri”. Credo che sia il titolo che quest’ultimo si commentino da soli ma vale la pena di spendere due parole in merito. L’autostima e l’autoefficacia sono componenti davvero fondamentali nella vita sociale e nelle relazioni che instauriamo. L’autostima ci consente di amare noi stessi per saper amare gli altri e per condurre una vita sociale, lavorativa, sessuale migliore. Influenza, quindi, ogni fetta della nostra vita e ogni campo con il quale interagiamo. Essere sicuri di sè ci rende sicuri nell’approccio con e agli altri, ci consente di apprezzare noi stessi e ciò che facciamo, ma appunto di metterci in gioco nella vita quotidiana con le persone della nostra vita, più o meno importanti. L’insicurezza è un “difetto” umano ovviamente ma solo attraverso essa si può imparare ad amarsi di più, ad apprezzarsi e quindi a valorizzarsi. Perchè, ricordatelo sempre, NOI VALIAMO! :D

Educare…un arduo mestiere

febbraio 24th, 2010

“Ed eccoti in marcia per il tuo paese lontano, al di là delle sabbie e benedetto dalle acque, risalendo le distese fra un pozzo e il seguente come gradini di una scalinata…e insieme a dei muscoli ti si struttura un’anima”

Questa citazione di Antoine de Saint-Exupèry, autore de “Il piccolo principe”, si trova alla fine del libro di Crepet “la gioia di educare”. Io amo Crepet, ancor di pù dopo aver letto questo suo libro che è un riassunto di tre libri, “Non siamo capaci di ascoltarli”, “voi, noi” e “i figli non crescono più”. No, non sono incinta e per il momento non desidero un figlio ma davvero questo è un libro istruttivo che tutti gli educatori (genitori, insegnanti e figure professionali del settore evolutivo) dovrebbero leggere. Mi hanno sempre detto che essere genitori è un mestiere davvero difficile e lo sto capendo anche guardando mia madre insegnare. Alla fine, un’insegnante equivale un pò ad una mamma-chioccia (o almeno sono io che ho sempre visto così mia mamma).

Torniamo alla frase che ho citato, cosa ne pensate?

Errare umanum est….

gennaio 30th, 2010

Dal libro di Paolo Crepet, ho trovato questa frase bellissima che vorrei commentare con voi. E’ tratta da “George Gray” di Edgar Lee Masters, libro che per altro non ho letto, ma che a questo punto mi incuriosisce.

Molte volte ho studiato

la lapide che mi hanno scolpito:

una barca con vele ammainate, in un porto.

In realtà non è

questa la mia destinazione

ma la mia vita.

Perchè l’amore mi si offrì e io mi ritrassi dal suo inganno;

il dolore bussò alla mia porta, e io ne ebbi paura;

l’ambizione mi chiamò, ma io temetti gli imprevisti.

Malgrado tutto avevo fame di un significato nella vita.

E adesso so che bisogna alzare le vele

e prendere i venti del destino,

dovunque spingano la barca.

Dare un senso alla vita può condurre a follia

ma una vita senza senso è la tortura

dell’inquietudine e del vano desiderio-

è una barca che anela al mare eppure lo teme”

Crepet cita questa frase a proposito dell’errare, di lasciar sbagliare i figli da soli. Dice Crepet: ” per veleggiare nella vita (e non sempre si può pretenedere di posedere una meta chiara) occorre assumere l’onere e il coraggio di sbagliare. Potremmo anzi dire che, senza mettersi nella condizione di commettere errori, non si può realmente vivere”.

I miei genitori, sin dall’adolescenza, mi hanno permesso di sbagliare e di commettere errori per rendermi conto da sola quale fosse stata la retta via da intraprendere per un cammino della vita che non conduca alla “follia”. Ho visto molti amici e conoscenti, invece, essere ingabbiati in una rete familiare quasi dispotica, non permettendo ai loro figli di camminare, cadere e rialzarsi con le proprie gambe. Risultato: alcuni dei loro figli hanno dei problemi a relazionarsi, il loro modo di farlo secondo me è sbagliato, non è sano, ma nemmeno patologico oserei dire (non voglio permettermi di dire certe cose). E, poi, questi figli una volta andati fuori città per studiare hanno cominciato a fare quasi tutto ciò che a loro, in passato, è stato proibito, ma tutto in una volta. Io invece ho cominciato a fumare e bere qualcosina già all’età di 14 anni, a 17, quando loro hanno socperto che esistevano altre cose come queste, ma non solo, ero già satura e stanca di tutto ciò. Rispetto a loro sono stata più precoce è vero, ma grazie a tutto ciò ho potuto cambiare rotta, dare un senso diverso alla mia vita, e non continuare a sbagliare e soffrire….Tutti abbiamo il diritto-dovere di sbagliare, di provare sulla nostra pelle e da soli cosa significa commettere un errore e poi trovare la giusta strada per una vita serena. Io l’ho fatto ed è proprio grazie a ciò che non solo sono una persona migliore ma ho incontrato persone che mi hanno aiutato e permesso di esserlo.

Che ne pensate?

“Spingendo la notte più in là”…

gennaio 29th, 2010

Erano gli anni che poi furono definiti anni di piombo. Era la mattina del 17 maggio 1972 e il commissario Luigi Calabresi viene ucciso con dei colpi di pistola mentre sta entrando nella macchina di sua moglie.  Quei due colpi di pistola sconvolsero la vita di molti innocenti. Lotta Continua organizzò una vera e propria campagna di diffamazione verso il commissario Calabresi, la sua famiglia. Gemma, la moglie, si trovò a crescere sola tre figli, di cui lo scrittore del libro, Mario. E’ un libro bellissimo e molto emozionante, forse uno dei più bei libri che io abbia mai letto. Restituisce la memoria ad una famiglia di cui qualcuno troppo spesso si è dimenticata e anche di tutte le altre, trovatisi vittime di quegli anni terribili. Mario Calabresi racconta la storia di tutte quelle famiglie che sono rimaste fuori dalla memoria degli anni di piombo. Persone che non hanno mai smesso di lottare affinchè fosse rispettata la memoria dei loro cari e per non farsi inghiottire dai rimorsi. Oggi Mario Calabresi è direttore de La Stampa e ha scritto anche per Repubblica, è stato cronista parlamentare all’ANSA, nel 2002 è stato insignito del premio Rizzoli di giornalismo e nel 2003 di quello intitolato a Carlo Casalegno. Nel 2009 ha pubblicato un altro libro intitolato “La fortuna non esiste”.

“Sull’Amore”

dicembre 16th, 2009

amore” UN VERO RAPPORTO D’AMORE NON CHIEDE DI CAMBIARE MA DI ESSERE SE STESSI”

Questa è una delle tante frasi bellissime contenute nel libro “Sull’amore” di Paolo Crepet che ho letto quest’estate e mi è servito moltissimo per mentalizzare e per capire tante cose sul distacco, che io reputavo definitivo, dal mio ragazzo. Parla di tante cose, questo libro: eros, gelosia, ma anche di ascolto, tempo e sincerità. Nel libro, Crepet dice che l’amore non si insegna perchè non lo si sa insegnare. “La maggior parte dei cittadini moderni ama poco, ama male“. Niente di più vero, a mio parere. Amare non significa solo amare un uomo o una donna. Amare significa entusiasmarsi, dedicarsi a qualcuno anima e corpo, provare l’ebbrezza dell’innamoramento. Cose fondamentali di cui ci siamo dimenticati!

Questo libro mi ha permesso di valutare e meditare con assoluto distacco a tutte le cose che non andavano nella mia storia, ai miei difetti e ai piccoli errori commessi ma anche ai suoi, ai suoi di difetti, di nei , di lacune “sentimentali”. Insomma, mi ha aperto un pò di più gli occhi sull’altro, un altro che alle volte sembra sordo e cieco alle mie richieste, non onerose e nè impossibili, ma prevedibili, scontate ma che proprio sono così scontate da non essere nè riconosciute nè minimamente, alle volte, soddisfatte!

Ve lo consiglio davvero, questo libro.