Tanto lavoro, proprio tanto e oggi pure un corso di formazione fuori – sempre inerente il lavoro – in occasione del quale saranno anche comunicati gli obiettivi produttivi e i sistemi incentivanti.

Ci sarà anche il simpatico collega, quello che mi ha trattata vagamente a pesci in faccia. Mi limiterò a sorridere da ebete, tanto non vale la pena sprecare il fiato con lui. L’ultima novità pare sia che si è arrabbiato con la sua dipendente perché da quando fa il part time e va in ufficio solo il pomeriggio lui sia ingrassato… eh certo… colpa della dipendente… mi pare normale. Lei gli ha riso in faccia. Io lo avrei vagamente deriso forse. So essere tanto tanto acida…

A parte uan covnersazione di ieri che merita uno specifico approfondimento, la vera novità è che ho preso una decisione: torno sui banchi.

Spronata dai tanti vostri commenti alle mie tante lagne, ma spronata soprattutto dalal voglia di fare qualcosa di buono per me, mi sto iscrivendo ad un corso di specializzazione in criminologia.

L’argomento è interessante, ache se professionalemnte non mi gioverà, ma per lo meno è un’occasione per riemttermi in discussione, per saggiare la mia capacità di concetrazioen.

E’ un coros aperto alle forze dell’ordine, al personale medico, educativo e della salute (psicologi, terapeuti) nonché agli iscritti in giurisprudenza. Agl universitari vale come punteggio di credito formativo.

A me vale come opportunità di fare qualcosa di nuovo per me. Inoltre le lezioni sono di sabato. Quindi: chiudo il sabato mattina – attualmente mezza gioranta lavoro per dare opportunità ai clienti che lavorano di essere serviti – e mi butto sui libri.

Inizio previsto il 23 marzo. Costo € 240.00. Non compro un abito, ma mi faccio un po’ di cultura. Che ne pensate?

Queti giorni sono densi di lavoro ed è meglio così. Mi piace sentirmi viva. Nei ritagli riesco pure a dedicarmi ad un altro piccolo progetto che avevo trascurato da tanto.

Finalmente oggi non piove ma il cielo è ancor aun po’ confuso e corrucciato. Nuvole a tratti torbide ne offuscano la lucentezza. Un po’ come accade ai miei occhi, corrugati -come fosse il viso di un anziano – da pensieri e da poco sane abitudini.

Ieri sera mi sono adormentata riflettendo sulla vita coniugale. Domenica ero a casa di amici per una pizza. Loro  – lei – sogna il matrimonio da smepre. Stanno insieme da circa 7 anni e non vede l’ora di intraprendere questa nuova fase della loro vita di coppia, anche se per adesso  – finché lui non ha trovato un posto di lavoro stabile – non potranno concretizzare questo desiderio.

Si commentava sul fatto che la vita matrimoniale, in fondo, dev’essere un po’ una “palla”: svanita l’ebbrezza dei primi pranzi insieme, delle prime liste delal spesa condivise, le prime notti abbracciati vicini… beh.. forse tutto si smorza. Cisi abitua. COsì la routine ammazza ogni cosa, quasi fosse il peggiore dei carnefici. E che conta poi se riunci alla tua palsetra, all’estetista, al caffè con l’amica… se poi ti ritrovi in casa un abozzo di uomo che sta zitto tutto il gioro e non apprezza neppure ciò che hai preparato? Prove tecniche di convivenza le abbiamo definite. Ci può stare forse, una “falsa partenza” un test non andato bene. Peccato che nella vita reale, bisogni poi davvero affrontare questi momenti di alto e di basso.

Si vedrà. Per ora mi auguro solo che loro due trovino i giusti incastri per concretizzare il loro progetto. Io, di mio, mi limito ad osservare e a giorie con loro. Certo… è inevitabile poi finire per palrare delle tante coppie di amici che si sono sposati e magari dopo pochi mesi hanno divorziato o hanno messo al mondo un filgio come “soluzione” alla loro monotonia coniugale. Che errori… nessuno immune, per carità.. ma come si fa poi a “giocare” con i figli, trattandoli come merce di ricatto, tanto più che si tratta di vittime innocenti di genitori che, in teoria, dovrebbero provvedere alla loro cura e alla crescita sana non solo nel fisico ma anche nell’emotività!

Altra storia è se un ragazzo di 25 anni mette incinta una diplomanda di 19 appena compiuti… Stamattina ci siamo visti al bar… ecco… li ho sudato freddo per loro. Mentre parlavo con Roberto, il proprietario, lui con viso emaciato e occhi rossi per il vento, con l’espressione tipica di chi non dorme da un pezzo, si è limitato a dire “sono un po’ nervoso”… Eh si! ti credo che sei nervoso cavolo! la conosci da pochissimo…

Come diavolo può cambaaire la vita in così poco tempo!

mi viene in mente quella ragazza di cui si parlava ieri sera, dai fluenti capelli chairi, magrissima, volto scavato su cui brillano grandi occhi tristi: dopo anni di liti e di discussioni, talvolta finite anche a botte, ha lasciato il fidanzato storico, che forse mai ha comrpeso pienamente la sua disperazione per uan madre malata da anni e qualche volta ridotta in fin di vita, per un uomo neo separato, con figli, moglie e connessi… che fa la spola da qui a Verona. Forse qualche volta ci circondiao di perosne che soffrono per sentirci noi migliroi, per dimenticare le nsotre sofferenze, o nella convinzione che si possano rispecchiare le reciproche vite ed esperienze… forse la sofferenza unisce…

Dopo le conversazioni con Pan, separato da poco dopo 10 anni di matrimonio e i suoi commenti sul mio modo di vedere la vita e di suscitare emozioni negli altri, non ho potuto fare a meno che ridere. Ha ragione quella comica di Zelig “Una donna senza cellulite, è come un cielo senza stelle”.

Anche nelle cose più assurde e poco piacevoli, in fondo, non bisogna mai perdere l’ironia e la cpaità di andare oltre

Una donna infagottata in abiti fuori misura entrò nel negozio di alimentari. Si avvicinò al gestore del negozio e umilmente a voce bassa gli chiese se poteva avere una certa quantità di alimenti a credito. Gli spiegò che suo marito si era ammalato in modo serio e non poteva più lavorare e i loro quattro figli avevano bisogno di cibo.
L’uomo sbuffò e le intimò di togliersi dai piedi.
Dolorosamente la donna supplicò: “Per favore signore! Le porterò il denaro più in fretta che posso”. Il padrone del negozio ribadì duramente che lui non faceva credito e che lei poteva trovare un’altra negozio nel quartiere.
Un cliente che aveva assistito alla scena si avvicinò al padrone e gli chiese di tentare almeno di accontentare la povera donna.
Il droghiere con voce riluttante, chiese alla donna: “Hai una lista della spesa?”.
Con un filo di speranza nella voce la donna rispose: “ìi, signore”.
“Bene”, disse l’uomo, “Metta la sua lista sulla bilancia. Le darò tanta merce quanto pesa la sua lista”.
La donna esitò un attimo con la testa china, estrasse dalla borsa un pezzo di carta e scarabocchiò qualcosa in fretta, poi posò il foglietto con cautela su un piatto della bilancia, sempre a testa bassa.
“Gli occhi del droghiere e del cliente si dilatarono per la meraviglia quando videro il piatto della bilancia abbassarsi di colpo e rimanere abbassato. Il droghiere fissando la bilancia, brontolò: “E’ incredibile!”.
Il cliente sorrise e il droghiere cominciò a mettere sacchetti di alimenti sull’altro piatto della bilancia. Sbatteva sul piatto scatole e lattine, ma la bilancia non si muoveva. Così continuò e continuò, con una smorfia di disgusto sempre più marcata.
Alla fine afferrò il foglietto di carta e lo fissò, livido e confuso.
Non era una lista della spesa.
Era una preghiera: “Mio Dio, tu conosci la mia situazione e sai ciò di cui ho bisogno: metto tutto nelle tue mani”.
Il droghiere consegnò alla donna tutto ciò che le serviva, in un silenzio imbarazzato.
La donna rigraziò e lasciò il negozio.

Solo Dio conosce il peso della preghiera.

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(Bruno Ferrero, Ma noi abbiamo le ali)

Tutto questo per dire che dopo il vorticoso mal di testa di ieri sera sto moglio, sono sola a casa tutto il giorno e non ho assolutamente voglia di cucinare qualcosa per me, ma ho tanta voglia di far trovare casa in ordine ai miei stasera.

Mi piace immaginarli con la faccia stanca ma quasi inebriata dal profumo di pulito, da una cena clda sulla tavola e da un letto ben fatto, pronto ad acocgiere le loro membra stanche.

Dettagli…  dettagli come l’odore del bucato appena fatto, come la fragranza del pane caldo. O come un fiore colorato, che sbuca sornione da qualche parte.

Io fiori ieri non ne ho ricevuti. Neppure inviti da amiche, ma non ci faccio affatto caso, non lo reputo importante.

Credo che le cose importanti per noi siano altre, siano quelle piccole cose che quotidianamente ci fanno ricordare quanto una singola gioranta sia straordinaria.

Nelal mia lista della spesa, da scarabocchiare magari su un foglietto sgualcito come quella della signora della storia di B. Ferrero, io scriverei credo poche cose: entusiasmo, occhi da bambino e leggerezza… l’amore e la passione cerco di mettercele di mio.

… Perché ogni giorno è un giorno in più per vivere…

Immagine anteprima YouTubeUn bel weekend. La novità vera? ho un nuovo findanzato…

A- “Ma tu non ti colleghi spesso su facebook, vero?”

Io- “Mi collego ogni tanto

A- “Ti ho scritto un messaggio in bacheca e ancora non mi hai risposto!!!”

Io- “Ma quale messaggio? l’ultimo parlava dei saluti a zia Valeria

A- “No… io ti ho scritto di nuovo. Vai a controllare?”

Io- “Ok appena torno a casa controllo

G- “Ma sai perché ti ha chiesto se usi Face?… perché lui ti vuole sposare! Farete gli sposini ora?”

A- “Uffa… perché gliel’hai detto!!!” e si allontana tutto rosso

Ecco: da sabato pomeriggio sono “fidanzata” con Antonio, uno dei deliziosi bimbi del volontariato. Antonio ha 8 anni circa ed è di una dolcezza disarmante, oltre ad essere parecchio intelligente. Insieme a Giuseppe, Mattia e ad Andrea, pongono tra le domande più assurde e ilari. Uno di loro per San Valentino era parecchio preoccupato, perché doveva comprare ben 30 Baci… avendo 25 fidanzate…

Come si fa a non essere contenti, a non ridere, davanti a quadretti del genere?!

Ho anche scoperto di avere un “figlio”. E’ una scimmietta marrone pacioccona e sorridente. Vedi tu le scoperte della vita!… ed io che pensavo di dovermi sposare prima di giungere all’apoteosi della mia dimensione femminile, con una maternità!

Ieri sera mi sono addormentata riflettendo su questo dialogo, mentre rovistavo tra le mensole di casa, alla ricerca di qualcosa da leggere:

Secondo te quali sono i 10 motivi per cui vale la pena vivere?”

Io dico:

  1. Innamorarsi/Amare
  2. La famiglia
  3. Trascorrere del tempo con i bambini
  4. Il sole
  5. La natura
  6. La musica
  7. I libri
  8. Parlare con le belle persone
  9. Cucinare
  10. Camminare…

Ma ci pensi a cielo, quando è azzurro d’estate o quando pare profondo profondo e pieno di stelle, inenumerabili…?”

Io dico:

  1. L’amore, che si prova per tutte le cose belle che possono capitare
  2. La famiglia
  3. I sogni
  4. La formula uno
  5. Il moto GP
  6. Il calcio
  7. Il sole
  8. I viaggi

E poi ci sono i sorrisi che ci pososno regalare e che possiamo regalare ad altri…

Insomma… tipo quella canzone che hanno cantato i Negramaro

 

“Per quel che vale… non è mai troppo tardi, o nel mio caso, troppo presto per essere quello che vuoi essere. Non c’è limite di tempo, comincia quando vuoi… puoi cambiare o rimanere come sei, non esiste una regola in questo, possiamo vivere ogni cosa al meglio o al peggio. Spero che tu viva tutto al meglio, spero che tu possa vedere cose sorprendenti, spero che tu possa avere emozioni sempre nuove, spero che tu possa incontrare gente con punti di vista diversi, spero che tu possa essere orgogliosa delle tua vita e se ti accorgi di non esserlo, spero che tu trovi la forza di ricominciare da zero.”

Scott Fitzgerald ‘Il curioso caso di Benjamin Button’

Cito qui il passo che Moltorumorepernulla ha pubblicato in risposta ad ud uno dei miei commenti.

Grazie, perché è bello confrontarsi con qualcuno che mi fa avere forza e voglia di cambiare, mentre, intorno a me, ho solo un coro di “non sei mai contenta”.

Non è mai troppo tardi per cambiare.

“Volli, volli, volli, fortissimamente volli”. Mi devo impegnare sul fortissimamente, perché presumo che solo allora non ci sarà alcun ostacolo capace di frenare le mie aspirazioni.

Grazie di cuore.

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