Fa’ agli altri ciò che vorresti fosse fatto a te.

E’ un periodo di “pupù”, per usare un eufemismo.

Casa è invasa di gente, ma mi starebbe pure bene, se non dovessi fare la Cenerentola di turno. L’altra sera, ai genitori in visita in ufficio, ho ricordato che io non sono la serva di nessuno… loro hanno annuito, asserendo che ho ragione, ma resta il fatto che se non mi “asservo” anch’io, resta tutto a carico di mamma e non lo trovo giusto.

Parto da qui, perché in questi ultimi giorno ho comrpeso che il mio modo di ragionare, per il mondo in cui viviamo è assolutamente vetusto, incomprensibile e stupido… soprattutto perché mi danneggia costantemente. Ho sempre agito, come ho semrpe detto, che la mia regola aurea è “fai agli altri ciò che vorresti fosse fatto a te”.

Aiuto, sostengo, chiamo, “ci sono”, per tutti: mi schiero a favore sempre del debole, dell’altro, del famigerato prossimo. Che ne ottengo?

Ne ho tengo solo pugni nello stomaco, indifferenza, tanto tanto dolore.

Si, perché, soprattutto a lavoro, dove mi sforzo e mi scervello per poter trovare la soluzione sempre vantaggiosa per tutti e per tutto, perché, mi ripeto, io non voglio mai fregare nessuno e la fiducia è la prima cosa nella vita, alla fine basta un cretino di turno per scatenere l’inferno.

Carabinieri, avvocati, finanza, servizi speciali anti frode, casini su casini… peccato che quando lo stesso cliente risparmiava “X” euro era l’uomo più felice del mondo. Oggi che trova un aumento “y” mi scatena addosso l’inferno, come se io avessi potere di bene o di male, se vendessi sacchi di patate da poter mercanteggiare o se fossi nata solo per danneggiare o frodare.

La mia azienda ovviamente mi rassicura perchè non c’è inganno o dolo alcuno, ma quanto può essere mortificante vedersi l’ufficio invaso da divise che vogliono “amichevolmente” risolvere la questione, come se io potessi cambiare idea, contratto o importo solo perché mi si persenta l’amico finanziere di turno, soprattutto se ho altri clienti qui.

Mi sento talmente moritficata e distrutta che non so epsriemre neppure a parole lo stato di prostrazione in cui mi trovo. Non dormo, non faccio altro che pensare a questi avvenimenti, alle telefonate, ai chairimenti… Oggi ho appena ricevuto una lavata di capo perché devo smettere di “stendere il tappeto rosso sotto i piedi del cliente”, cito testuali parole, quando poi finisco per rimetterci in salute e comunque in immagine (mia e dell’azienda).

Sto male. Mi sforzo di essere contenta, ma sto di schifo.

Se a questo aggiungiamo pure che sorella e cognato organizzano il matrimonio tipo fosse una cena tra amici, che mi fanno fare figure del cavolo facedosi fissare appuntamenti che lasciano in sospeso o ignorandomi proprio quando fino a due secondi prima è richiesta la mia presenza… beh… allora comincio a capire che forse è giunto il momento di chiudere per ferie.

Ho imparto con il tempo ad amare questo lavoro e già è tornato a pesarmi come i primi anni in cui ho iniziato, ho imparato con il tempo a capire che non ho libertà e non ho vita che sia degna di essere all’altezza dei miei sogni e aspettative… Ed ora tutto questo mi sta devastando. Di ferie, quelle vere, non c’è ombra. Così come di sogni belli.

Vorrei essere cresciuta superficiale, senza valori particolari, senza grossi problemi di dignità ei rispetto, senza senso del dovere, senza idee.. vorrei essere tutto, in questo momento, fuorché ciò che sono. Forse, oggi, stare meno male.

  1. stefania’s avatar

    Quanto mi riconosco nelle tue parole…. ” ho imparato con il tempo a capire che non ho libertà e non ho vita che sia degna di essere all’altezza dei miei sogni e aspettative…”
    Se penso ai sogni che avevo, e che si sono infranti contro le delusioni, le amarezze, l’impossibilità oggettiva di avere una MIA vita, un MIO spazio… mi viene solo voglia di piangere!
    Anch’io, come te, svolgo un lavoro che mi piace, ma che ogni giorno, ribadisco, OGNI GIORNO, mi fa alzare la mattina con l’ansia, con il pensiero di incombenze importanti, delicate, di obiettivi da raggiungere.. per uno stipendio che non mi permette nemmeno di accendere un mutuo e comprarmi una casa..
    Ma tant’è: ora come ora posso solo ritenermi fortunata ad avere un posto fisso, e devo stringere i denti per andare avanti il meglio possibile.
    Purtroppo, quando sulla nostra strada incontriamo persone che ci umiliano, ci mortificano, ci feriscono, anche la nostra luce interiore sembra spegnersi, ma dovremmo riuscire a volare sopra le loro bassezze e meschinità, a vedere qualcosa di bello in fondo al tunnel…

  2. ciacco’s avatar

    MI spiace che sia un periodo così brutto, però dai, vedrai che passerà.
    L’invasione barbarica prima o poi finirà, tua sorella si sposerà (e ne sarai felice) e uscirai da questa storiaccia professionale a testa alta.
    Purtroppo (o per fortuna) quando si ha a che fare con le persone è quasi inevitabile imbattersi, ogni tanto, in qualcuno che trova da ridire, si inalbera, denuncia, chiede danni e via andare.
    Anzi, in genere, più si cerca di essere trasparenti e corretti e più i malfidati pensano che tu li stia fregando.
    A noi, nel tempo, sono successe diverse cose spiacevoli, ma sai come si dice male non fare, paura non avere.
    Certo diciamo che non faccio agli altri ciò che non vorrei fosse fatto a me, ma gli occhi li tengo molto bene aperti. E te lo consiglio

  3. Sono solo io Gdn’s avatar

    Stefania… io le cose belle le vedo e mi rammarico sempre di non saperle apprezzare abbastanza, soprattutto ora che che ne avrei bisogno.
    Tu che lavoro fai, se posso?

  4. Sono solo io Gdn’s avatar

    Ciacco, mia sorella si sta rivelando la solita strampalata di sempre ma sono tanto felice per lei :)
    per il resto… sarò io che osno sul serio troppo ingenua. A forza di crescere a pubblicità del Mulino Bianco, catechismo e sempre in soccorso di amici sfigati e opportunisti… mi sa che mi sono troppo rimbambita. Dovrei fare un corso accelerato in qualche quartiere Malfamato per sanare la mia situazione, che dici?! :D

  5. stefania’s avatar

    Sono impiegata in un ufficio aperto al pubblico, con un ruolo di grande responsabilità perché le persone si affidano a me per tutta una serie di pratiche, molto importanti e delicate, che spesso toccano, allo stesso tempo, la sfera econimica e quella personale. Insomma, di per sé potrebbe rivelarsi un lavoro bellissimo, ma spesso si traduce in fonte di preoccupazione continua e di stress. Sai quando ti sembra di non staccare mai? Torni a casa e pensi a quello che avresti dovuto fare, a come risolvere un certo problema, a come fronteggiare una certa persona…. e la mattina riprende così. E magari qualcuno si prende la briga di urlare, o di offendere… e tu non puoi reagire più di tanto. A volte avrei solo voglia di piangere.

  6. Sono solo io Gdn’s avatar

    Stefania, ti capisco benissimo… mi ci rivedo perfettamente

Powered by WP Hashcash